Progettare gli uffici con la realtà virtuale e il BIM

13/01/2021 eFM Workplace

Progettare gli uffici con la realtà virtuale e il BIM (Building Information Modeling) significa sfruttare le migliori tecnologie del mondo AEC (Architecture, Engineering, Construction) indirizzandole verso due grandi obiettivi: garantire l’efficienza dei progetti e massimizzare l’elemento esperienziale.

 

Progettare gli uffici con BIM e il ruolo cardine dell’esperienza e dei servizi

Volendo procedere per gradi, partiamo dicendo che progettare gli uffici con metodologia BIM significa creare un modello digitale nel quale confluiscono tutte le informazioni sul ciclo di vita dell’opera, sia esso un ufficio così come un intero palazzo. Nonostante si tenda a considerare il BIM come il modello 3D dell’opera, in realtà si tratta di una piattaforma di conoscenza, un modello informativo o repository di dati che va a formare il gemello digitale (Digital Twin) dell’opera stessa, comprensivo di tutti gli elementi strutturali e dell’impiantistica.

BIM è per sua stessa natura una piattaforma condivisa tra gli attori che prendono parte all’intero ciclo di vita dell’immobile e da cui dipende non solo la capacità di rispettare tempi e budget dei progetti edilizi, ma anche di garantirne la migliore conduzione nel tempo, un aspetto che potrebbe determinare, proprio grazie all’impiego dei dati del Building Information Modeling, risparmi significativi.

Tale metodologia, quindi, va oltre il concetto di progettazione ingegneristica e architettonica degli spazi. Non dimentichiamo, infatti, che quello che rende efficace un ufficio è l’esperienza che è in grado di garantire alle persone che la vivranno: a tal fine sono sì determinanti gli spazi, magari organizzati in funzione di un Activity Based Working, ma sono soprattutto i servizi a giocare un ruolo cardine poiché come si presenterà un immobile dipende in larga parte dal modo in cui verrà vissuto. BIM può fungere da piattaforma con cui gestire entrambe le anime dell’esperienza, cioè lo spazio e i servizi, accompagnandole lungo tutto il ciclo di vita dell’immobile e indirizzandole verso una work experience non solo rispettosa di criteri normativi ed estetici, ma anche eccellente per chi la vivrà.

 

BIM e l’impatto della realtà virtuale

Oltre che per progettare gli uffici BIM può, quindi, essere la piattaforma stabile anche per la progettazione e la gestione dei servizi e delle attività di Facility Management, previa integrazione della stessa con tecnologie avanzate quali l’universo dell’IoT, la Realtà Virtuale (VR) e Aumentata (AR), l’Integrated Workplace Management System (IWMS) e il Building Management System (BMS). In questo modo si viene a creare un sistema informativo centralizzato che permette di progettare nel migliore dei modi l’esperienza in tutte le sue componenti.

Tra le varie tecnologie con cui è possibile integrare i modelli BIM, la realtà virtuale (VR) è la più avanzata a livello di visualizzazione (insieme alla realtà aumentata). La realtà virtuale, com’è noto, determina un elevato livello di realismo e immersività della simulazione, permettendo di valutare l’esperienza a tutto tondo. Di fatto, la realtà virtuale permette a tutti i professionisti coinvolti nell’intero ciclo di vita dell’opera di essere trasportati, con un sensazionale livello di realismo e senza necessità di presenza (cosa che, ultimamente, ha anche effetti benefici a livello sanitario), all’interno del gemello digitale dell’ufficio. Ciò permette di viverne e valutarne realisticamente l’esperienza, di interagire in tempo reale con elementi infrastrutturali, di progettare e gestire i servizi in modo efficiente e, soprattutto, sulla base di decisioni data-driven.

Sono, quindi, molte le attività per le quali la sinergia tra BIM e realtà virtuale è vincente: per esempio, vivere l’esperienza dell’ufficio permette di simulare i percorsi e le attività delle persone valutando immediatamente pecche e inefficienze nella progettazione degli ambienti; questo può essere estremamente utile nel momento in cui si decide una riprogettazione degli spazi in funzione di nuove esperienze o di policy, come quelle sul distanziamento. Poi, grazie all’integrazione con i sensori dei vari asset, BIM e realtà virtuale semplificano le ispezioni e tutti i servizi di manutenzione, permettendo non solo di “accedere” (virtualmente) ad aree poco ospitali o pericolose, ma anche di pianificare gli ordini di lavoro e gestire gli appaltatori da remoto.

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