IL Digital Twin esperenziale
Il Digital Twin esperienziale rappresenta una struttura semantica che connette persone, luoghi ed esperienze, trasformando gli spazi da semplici contenitori statici a piattaforme dinamiche di servizio.
I digital twin tradizionali si limitano a repliche geometriche e impiantistiche degli edifici, perfetti per visualizzare lo spazio ma insufficienti a coglierne il valore reale, il Digital Twin esperienziale di eFM supera questo limite, focalizzandosi non sull'edificio in sé, ma sul modo in cui lo spazio viene vissuto, attraversato e attivato dalle persone. Questo passaggio dalla pura geometria alla semantica apre scenari rivoluzionari: simulazioni di attivazione e disattivazione degli spazi, verifica della coerenza tra obiettivi strategici, contratti e uso effettivo, monitoraggio in tempo reale di disponibilità, qualità e performance delle esperienze offerte.
Al centro di questa visione c'è il concetto di"spot", l'unità elementare della nuova grammatica dello spazio. Uno spot non è definito dalla sua metratura o destinazione catastale, ma dall'esperienza che abilita: una postazione di lavoro individuale, una sala riunioni con dotazioni specifiche, un'area break fruibile o persino un corridoio che collega funzioni chiave. Ogni spot integra informazioni disperse– dati immobiliari, tecnici, economici e d'uso – come occupazione reale, feedback utente (ad esempio NPS), relazioni con altri spot (la sala che serve un certo numero di desk) e percorsi di fruizione (journey delle persone). In questo modo, gli spot formano una rete relazionale che rende lo spazio intelligibile e governabile.
Non si tratta più di gestire metri quadrati, ma di attivare esperienze con qualità target, costi ottimizzati e impatti tangibili su sostenibilità, wellbeing e performance economica.
In ambito workplace il Digital Twin ottimizza i desk flessibili e attivano i servizi, esempio le pulizie, solo dove c'è un' occupancy reale, riducendo così gli sprechi fino al 30% e migliorando la soddisfazione delle persone raccolta tramite feedback immediati e integrati. In sanità mappano il journey dei pazienti per minimizzare le attese e ottimizzare le risorse critiche a disposizione. Nel retail abilitano spot temporanei e stagionali con pricing dinamico basato su flusso e visibilità. Nell'education facilitano le prenotazioni self-service su aule e laboratori, massimizzando l'impatto formativo.
La piattaforma sottostante è "invisibile" ma potente: un'orchestrazione di agenti AI che connette sensori, prenotazioni e dati utente, apprendendo continuamente per anticipare bisogni, generare ordini contestuali e verificare SLA. Questo evolve il Digital Twin in un'infrastruttura cognitiva, dove lo spazio non è più un costo fisso ma una leva strategica.
Progettare oggi significa definire esperienze abilitanti –con qualità, costo e impatto precisi – anziché disegnare planimetrie. Il valore si sposta dall'esistenza dello spazio alla sua attivazione reale: pay-per-use per flessibilità, pricing per occupazione effettiva, contratti agganciati a reti di spot. In un'era di lavoro ibrido, ESG e domanda discontinua, il DigitalTwin esperienziale rende la gestione degli spazi misurabile, flessibile e orientata al valore vissuto.
