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eFM ed Eptura rafforzano la partnership

 eFM ed Eptura rafforzano la partnership per trasformare gli spazi in valore 

Rendere gli spazi più intelligenti, misurabili e capaci di rispondere alle nuove esigenze delle organizzazioni

Il mercato sta attraversando una trasformazione profonda. Il lavoro ibrido, l’evoluzione dei modelli organizzativi, l’arrivo dell’intelligenza artificiale e la crescente attenzione agli outcome stanno modificando il modo in cui aziende e istituzioni interpretano il valore degli ambienti costruiti. Gli spazi non possono più essere considerati soltanto asset da amministrare o superfici da ottimizzare. Diventano sistemi dinamici, attraversati da persone, dati, processi, servizi ed esperienze.

È proprio su questo punto che si innesta la collaborazione tra eFM ed Eptura: da un lato una piattaforma globale per la gestione del workplace e del real estate, tra cui Archibus -  uno degli IWMS più diffusi a livello globale - , dall’altro un modello di Digital Governance Services sviluppato da eFM in oltre venticinque anni di esperienza, con l’obiettivo di riportare valore, vita e capacità decisionale negli spazi.

Secondo Raj Batra, CEO di Eptura, la partnership nasce da una forte complementarità. Eptura porta una presenza internazionale consolidata, con una base di 25 milioni di utenti nel mondo e una capacità di servizio che raggiunge una parte significativa delle grandi organizzazioni globali. eFM contribuisce con competenze verticali, esperienza di governance e capacità di accompagnare le organizzazioni nella trasformazione dei propri ambienti costruiti. “Quella tra Eptura ed eFM è, secondo me, una partnership complementare”, spiega Batra, “È basata su esperienze profonde, capaci di fornire valore ai clienti e generare risultati che trasformano i loro ambienti costruiti”.

Al centro della collaborazione c’è una convinzione condivisa: lo spazio è uno degli asset più rilevanti per le aziende e, proprio per questo, la sua ottimizzazione non può essere affrontata solo attraverso l’adozione di un software o l’erogazione di un servizio. Serve una soluzione integrata, in grado di connettere tecnologia, dati, competenze operative e modelli di governance. “Quando metti insieme eFM ed Eptura, ottieni il valore di un modello integrato, che va oltre la somma di singole componenti”, sottolinea Batra. L’obiettivo è offrire alle organizzazioni uno strumento più completo per ottimizzare gli spazi, supportare l’engagement delle persone e rendere più efficace la gestione degli ambienti costruiti.

Una lettura condivisa anche da Daniele Di Fausto, CEO Global di eFM, che colloca la partnership dentro una trasformazione più ampia del settore. Il real estate sta cambiando rapidamente e le organizzazioni sono chiamate a ripensare il valore degli asset in un contesto in cui una quota significativa degli spazi resta sottoutilizzata. Il tema, quindi, non è soltanto ridurre superfici o razionalizzare costi, ma riportare vita negli edifici e restituire centralità all’esperienza delle persone che li abitano. “In eFM pensiamo che l’esperienza delle persone che vivono lo spazio sia fondamentale”, afferma Di Fausto.

Il passaggio è culturale prima ancora che tecnologico. Le aziende non cercano più soltanto un prodotto più potente, ma un modo diverso di ottenere risultati. Cercano outcome, valore, capacità di lettura e strumenti per prendere decisioni in tempo reale. In questo senso, l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali diventano abilitatori solo se inseriti dentro un modello capace di orientarne l’uso. “Non stiamo semplicemente vendendo un software più potente”, aggiunge Di Fausto, “Stiamo provando a costruire le basi per un cambiamento quasi culturale, in un settore che ha bisogno di rinnovamento”.

La partnership tra eFM ed Eptura si muove quindi lungo una direttrice precisa: integrare know-how di settore, competenze verticali e capacità digitali in un unico ecosistema. Un ecosistema in cui persone, spazi, dati e processi non siano più elementi separati, ma parti di una stessa architettura decisionale.

Il punto di arrivo è quindi un real estate più intelligente, ma anche più umano. Un real estate in cui gli spazi non siano solo luoghi da occupare, ma ecosistemi capaci di sostenere le persone, abilitare relazioni, migliorare processi e generare valore misurabile.