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Il Real Estate che crea valore

Scritto da eFM | 24 luglio 2026

Ogni edificio, sito o metro quadrato gestito rappresenta un asset strategico che genera valore ben oltre la sua funzione fisica. Il patrimonio immobiliare contribuisce direttamente alla crescita del business, rafforza la capacità operativa, abilita la presenza sul territorio e sostiene la continuità delle attività aziendali. Le scelte di gestione del Real Estate incidono sulla produttività, sull'esperienza di clienti e dipendenti e, più in generale, sulla competitività dell'organizzazione.

In questa prospettiva, il Real Estate non può più essere considerato esclusivamente come un insieme di investimenti o di costi da governare attraverso il Total Cost of Ownership (TCO), ma come una leva strategica di creazione del valore. Una gestione evoluta del patrimonio immobiliare supporta la trasformazione dell'impresa, accelera i processi di digitalizzazione, favorisce il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e abilita nuovi modelli di business.

Il valore del patrimonio, tuttavia, non risiede negli asset in sé, ma nella qualità delle decisioni che la loro conoscenza rende possibili. Un'organizzazione priva di una visione strutturata del proprio patrimonio opera con un livello di consapevolezza inferiore, mentre un'organizzazione che governa i propri asset attraverso dati affidabili, aggiornati e condivisi è in grado di prendere decisioni più rapide, ridurre i rischi, ottimizzare gli investimenti e cogliere nuove opportunità di crescita.

Un problema confermato dai dati di mercato

Le più recenti analisi di mercato dimostrano che la frammentazione delle informazioni immobiliari non rappresenta soltanto una criticità organizzativa, ma un problema misurabile con impatti economici diretti.

Secondo il report 2026 Corporate Real Estate Trends to Watch di JLL, il tasso medio di utilizzo degli uffici a livello globale è pari al 54%, a fronte di un obiettivo medio del 79%. Questo divario evidenzia come una parte significativa della spesa immobiliare non sia allineata all'effettivo utilizzo degli spazi, rendendo necessario un approccio continuo all'ottimizzazione del portafoglio immobiliare piuttosto che interventi episodici.

Da questa evoluzione nasce il concetto di portafoglio elastico: un ecosistema dinamico di sedi centrali, hub satelliti e spazi flessibili che può espandersi o contrarsi in funzione delle esigenze del business. Un modello che può esistere solo se supportato da una conoscenza costantemente aggiornata del patrimonio immobiliare.

Lo stesso studio evidenzia inoltre una profonda accelerazione nell'adozione dell'intelligenza artificiale: la quota di team di Corporate Real Estate che sperimenta soluzioni AI è passata da meno del 5% nel 2023 al 92% nel 2025. Tuttavia, il principale ostacolo non è rappresentato dalla tecnologia, bensì dalla qualità delle informazioni disponibili. Oltre la metà delle organizzazioni individua infatti nei sistemi legacy e nella frammentazione dei dati il principale limite all'innovazione.

Anche nel Facility Management emerge la stessa evidenza: il controllo dei costi, la sicurezza e il benessere delle persone rappresentano oggi le priorità strategiche dei responsabili FM, ma nessuna di queste può essere affrontata efficacemente senza una base informativa unica, affidabile e condivisa.

L'elemento comune emerso dalle principali ricerche di settore è chiaro: senza una visione centralizzata di asset, contratti, occupazione e performance degli immobili, diventa difficile individuare inefficienze, pianificare investimenti e costruire strategie credibili di ottimizzazione del portafoglio. La visibilità del patrimonio non costituisce più un requisito tecnico, ma una condizione essenziale per il governo del business.

Dalla frammentazione alla governance

La governance nasce quando il patrimonio immobiliare smette di essere un insieme di dati distribuiti tra funzioni e sistemi differenti e diventa una conoscenza condivisa dell'organizzazione.

Si tratta prima di tutto di una trasformazione manageriale e organizzativa. Il patrimonio immobiliare coinvolge trasversalmente diverse funzioni: finance, real estate, facility management, procurement, operations, HR, sustainability e risk management. Il valore si genera solo quando tutte queste funzioni assumono decisioni sulla base della stessa informazione.

In questo scenario si inserisce il modello di Digital Governance sviluppato da eFM, che traduce tale principio in un percorso strutturato articolato in cinque fasi.

Si parte dai Dati, attraverso la raccolta e l'integrazione del patrimonio in un registro digitale unico. I dati vengono quindi trasformati in Intelligenza, generando insight e capacità di Portfolio Intelligence. La terza fase riguarda la Decisione, nella quale strategia e operatività convergono su basi informative condivise. Segue la Trasformazione, che abilita un'esecuzione coordinata tra tutte le funzioni coinvolte. Il percorso culmina nei Risultati, misurabili attraverso la riduzione dei costi, il contenimento del rischio, il miglioramento della qualità dei servizi, il raggiungimento degli obiettivi ESG e una maggiore capacità di pianificazione.

Il modello integra dati, piattaforme digitali, processi, persone e strategie in un unico sistema di governance capace di supportare decisioni di capital planning, ottimizzazione del portafoglio e gestione degli asset critici con lo stesso livello di rigore, indipendentemente dal settore di appartenenza o dalla complessità dell'organizzazione.

Governare per decidere meglio

Il criterio realmente distintivo non è il valore economico del patrimonio immobiliare, ma il livello di conoscenza che l'organizzazione possiede dei propri asset e la velocità con cui tale conoscenza si traduce in decisioni efficaci.

La Real Estate Governance non rappresenta quindi un semplice sistema di controllo, ma una capacità manageriale che influenza direttamente la crescita del business, la performance economica, la continuità operativa, la trasformazione digitale e la qualità del processo decisionale.

Le organizzazioni più mature non investono nella governance per adempiere a obblighi amministrativi, ma perché riconoscono che un patrimonio immobiliare governato costituisce un vantaggio competitivo. In un mercato caratterizzato da portafogli sempre più dinamici, da modelli di lavoro in continua evoluzione e da investimenti che richiedono scenari decisionali sempre più complessi, la capacità di governare il Real Estate attraverso dati affidabili, condivisi e continuamente aggiornati rappresenta una condizione imprescindibile per creare valore e competere nel lungo periodo.