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I 5 trend che stanno ridefinendo il FM

Scritto da eFM | 6 luglio 2026

Il Facility Management sta attraversando una fase di trasformazione senza precedenti. Alla gestione quotidiana di edifici e asset si affiancano oggi nuove priorità: patrimoni immobiliari sempre più complessi, pressione sui costi, modelli di lavoro ibridi ormai consolidati e un'intelligenza artificiale che sta iniziando a generare risultati concreti.

Secondo le più recenti analisi di IFMA, JLL, CBRE e Deloitte, stanno emergendo cinque trend destinati a influenzare le strategie delle organizzazioni nei prossimi anni. Non si tratta di cambiamenti tecnologici isolati, ma di una nuova modalità di gestire dati, edifici e processi, in cui il Facility Management assume un ruolo sempre più centrale nelle decisioni aziendali.

Per eFM, che da anni accompagna le imprese nel percorso Known Assets → Connected Data → Portfolio Intelligence → Real Estate Governance → Business Performance, questi trend confermano una convinzione consolidata: senza dati affidabili, strutturati e condivisi, non è possibile costruire una governance efficace del patrimonio immobiliare né sfruttare appieno il potenziale dell'intelligenza artificiale.

1. Il Facility Management diventa sempre più data-driven

Le organizzazioni raccolgono grandi quantità di dati, ma spesso questi rimangono distribuiti tra fogli Excel, sistemi non integrati, documenti cartacei o comunicazioni via e-mail. Il problema non è la mancanza di informazioni, ma la difficoltà nel trasformarle in conoscenza utilizzabile.

Per questo motivo cresce l'esigenza di nuove competenze analitiche all'interno dei team di Facility Management. Standardizzare i KPI, integrare le informazioni provenienti da più sistemi e costruire dashboard condivise permette di trasformare il dato operativo in uno strumento di supporto alle decisioni.

È il passaggio fondamentale verso una Single Source of Truth, la base indispensabile per qualsiasi iniziativa di Portfolio Intelligence.

 

2. L'intelligenza artificiale vale quanto la qualità dei dati

L'AI rappresenta una delle principali opportunità di innovazione per il Facility Management, ma il suo valore dipende interamente dalla qualità dei dati disponibili.

Le organizzazioni che dispongono di dati strutturati e integrati stanno già ottenendo benefici concreti attraverso manutenzione predittiva, automazione dei processi e analisi avanzate. Al contrario, chi continua a lavorare con informazioni frammentate fatica a superare la fase sperimentale.

La vera differenza non sarà quindi adottare l'intelligenza artificiale, ma creare le condizioni affinché possa funzionare.

 

3. Il Facility Management entra nelle decisioni strategiche sul portafoglio immobiliare

La gestione degli immobili non riguarda più soltanto manutenzione e operations.

L'evoluzione del mercato, unita ai nuovi modelli di lavoro, richiede decisioni sempre più consapevoli sul portafoglio immobiliare: quali sedi mantenere, quali riqualificare, dove investire e dove consolidare gli spazi.

In questo contesto il Facility Management assume un ruolo strategico, perché dispone dei dati operativi necessari per valutare costi, performance e utilizzo degli asset.

La capacità di confrontare edifici diversi attraverso indicatori omogenei diventa quindi un elemento chiave della Portfolio Intelligence.

 

4. I dati di manutenzione guidano gli investimenti

La manutenzione non serve più soltanto a garantire la continuità operativa.

Storici degli interventi, condizioni degli asset, costi di esercizio e ciclo di vita rappresentano oggi una fonte preziosa di informazioni per pianificare gli investimenti futuri.

Basare il capital planning su dati oggettivi consente di ridurre gli interventi emergenziali, migliorare la prevedibilità dei costi e supportare le decisioni con evidenze concrete.

Per questo motivo diventa sempre più importante standardizzare la classificazione degli asset e adottare criteri condivisi di valutazione del rischio e della criticità.

 

5. Gli spazi vengono progettati partendo dall'effettivo utilizzo

Il lavoro ibrido è ormai una realtà consolidata e ha modificato il modo in cui gli spazi vengono vissuti.

L'obiettivo non è più assegnare una postazione a ogni persona, ma comprendere come gli ambienti vengono realmente utilizzati: giorni di maggiore affluenza, tipologia degli spazi preferiti, livelli di occupazione e dinamiche di utilizzo.

La progettazione degli ambienti di lavoro diventa quindi un processo continuo, basato su dati di occupazione e collaborazione tra Facility Management, HR e IT, con l'obiettivo di migliorare sia l'efficienza degli spazi sia l'esperienza delle persone.

Il dato è il vero motore della trasformazione

I cinque trend descrivono un'unica direzione: il Facility Management sta evolvendo da funzione operativa a leva strategica per il business.

L'elemento comune è il dato, che diventa l'infrastruttura su cui costruire decisioni più rapide, investimenti più efficaci e una gestione più intelligente del patrimonio immobiliare.

È proprio questo il principio su cui si basa l'approccio di eFM: partire da Known Assets, costruire Connected Data, sviluppare Portfolio Intelligence e trasformare le informazioni in Real Estate Governance e Business Performance.